Ho pensato di creare questo post dopo l'ennesimo post di un utente in preda al panico per le conserve che consumava da una vita fatte da sua madre e perché mi sono reso conto che rispondere in maniera ragionevole non era sufficiente.
Troppe persone ad oggi diffondono notizie cercate con l'AI senza neanche un minimo di ragionamento critico.
Altrettante troppe persone diffondono disinformazione derivante solo dalla tradizione senza mettere in chiaro i rischi reali di certi comportamenti.
Viviamo insomma in una società di estremisti in cui viene chiesto di scegliere tra le opzioni peggiori che in questo caso sono: psicosi da cibo casalingo<->psicosi da cibo industriale (o detto in maniera più chiara: o tutto il cibo casalingo è troppo pericoloso quindi è meglio consumare solo cibo industriale oppure il cibo industriale è tutto un veleno consumiamo solo roba preparata come dicevano i nostri nonni). Trascurando del tutto un approccio molto più ragionevole alla questione ossia: per ogni azione che si fa nella vita di tutti i giorni esiste un rischio più o meno alto di farsi del male e persino rimetterci le penne... sapendo qual'è il rischio si può decidere in maniera consapevole di prendersi o non prendersi quel rischio e adottare di conseguenza anche comportamenti che possano ridurre quel rischio il più possibile.
Quando si attraversa la strada ad esempio c'è sempre la possibilità di venir investiti da un'auto, ma se questa paura ci impedisse di attraversare la strada sarebbe un problema vivere la vita di tutti i giorni... per questo si adottano tecniche (tipo guardare se qualcuno sta arrivando) per diminuire al minimo i rischi ma la strada la si attraversa comunque.
Ma non divaghiamo oltre e partiamo dal botulino visto che era argomento della domanda dell'utente che ha ispirato questo topic.
Potrei perdermi in una spiegazione infinita di come conservare i cibi in maniera sicura ma non ha senso che faccia su reddit un commento di questo genere considerato che esistono già linee ufficiali in merito che trovate qui:
https://www.iss.it/sicurezza-microbiologica-degli-alimenti/-/asset_publisher/3dUYTNU4YVv2/content/linee-guida-per-la-corretta-preparazione-delle-conserve-alimentari-in-ambito-domestico
Ciò che voglio provare a fare è piuttosto ridurre la psicosi da entrambi gli schieramenti.
Partiamo da un dato di fatto: nonostante la quantità di conserve casalinghe consumate ogni anno in italia sia sostanziosa e buona parte di queste conserve non sia stata fatta a regola d'arte i morti per botulino sono una percentuale molto bassa.
Parto da questo punto perché a mio parere troppi utenti esasperano il problema come se ogni conserva fosse a rischio.
Il botulino necessita di condizioni molto specifiche per svilupparsi:
- Non si sviluppa in alimenti congelati
- Non si sviluppa in alimenti abbastanza acidi o abbastanza salati o abbastanza zuccherati, privati d'acqua in maniera sufficiente
- Non si sviluppa in ambiente con ossigeno (è uno dei batteri che necessita di un ambiente anaerobico)
- Le tossine e i batteri si disattivano/distruggono con la cottura
Ci sono inoltre condizioni come la temperatura frigo in cui solo alcuni ceppi riescono a svilupparsi e ci sono alcuni ceppi che producono gas (quindi se un prodotto sottovuoto ha la capsula gonfia è facile individuare una possibile contaminazione)... Questi ultimi due punti non sono assoluti, esistono (in particolare nel pesce) ceppi di botulino che si sviluppano lentamente anche a 4°C ed esistono ceppi di botulino che non producono gas, ma sono comunque fattori che diminuiscono il rischio.
In sostanza: il motivo per cui anche una conserva non creata a regola d'arte in genere non ammazza nessuno è che semplicemente le tecniche sviluppate dai nostri antenati, se pur non sempre perfette, si sono sviluppate perché permettevano la sopravvivenza della maggioranza.
La conservazione ad esempio del pomodoro è molto più semplice della maggior parte delle conserve perché il pomodoro è già naturalmente molto acido. A livello industriale si controlla l'acidità e si usano correttori di acidità (in genere acido citrico) per portare eventualmente l'acidità ad un livello di sicurezza fissato dalla legge ma se la conserva casalinga fosse 4.7-5ph al posto di 4.5ph (quindi vulnerabile al botulino teoricamente parlando) stiamo comunque di un'acidità abbastanza bassa da essere molto difficilmente attaccabile.
Ad oggi poi esiste uno strumento molto potente chiamato frigorifero. Anche solo mantenere le conserve in frigo diminuisce molto i rischi.
Mentre se proprio volete la sicurezza al 100% il freezer è ancora più potente come strumento (infatti personalmente parlando la salsa estiva la metto direttamente in freezer, senza neanche metterla sottovuoto... è più comodo i rischi sono praticamente nulli)
Non solo, la salsa di pomodoro viene cotta anche dopo per consumarla (in linea di massima) questo è un altro motivo per cui è molto molto difficile star male consumando una conserva di salsa di pomodoro.
E questo è ovviamente solo uno dei tanti esempi, se ci pensate vi accorgerete che, anche le conserve in cui l'acidità non è un fattore, salatura, cottura (che è anche evaporazione di liquidi), acidificazione (aceto, ma anche il vino abbassa l'acidità sebbene non in maniera sufficiente per avere certezze al 100%) e molti altri fattori possono contribuire a diminuire molto i rischi (anche se non al 100%).
Insomma: temere le conserve casalinghe come se fossero tutte contaminate è abbastanza irragionevole. Se proprio avete dubbi appena preparate mettetele in freezer.
Personalmente parlando ho preparato un salume con carne trita (le pitine, che ho postato nei mesi scorsi) e sapevo che erano a rischio (non avendo usato nitriti/nitrati) ma sapevo anche che la percentuale di sale e tutti gli altri step utilizzati (esempio farle maturare in frigo a 4°C, lavare la carne con vino, affumicatura a freddo ecc...) avevano diminuito fortemente questo rischio. Ho semplicemente accettato il rischio, informato chiunque volesse assaggiarle del rischio e come vedete son sopravvissuto.
Ma c'è anche l'altro lato della medaglia, chi semplicemente continua a far tutto secondo tradizione anche se ci sono metodi semplicissimi per ridurre molto i rischi.
Ad esempio quando si fanno delle conserve sott'olio è buona norma acidificare le verdure che di norma non sono abbastanza acide... è semplicissimo farlo e le verdure diventano pure più gustose quindi perché non farlo?
Quando ho fatto le pitine sapevo che la quantità d'acqua redidua doveva diminuire almeno del 30% per avere un prodotto sicuro e doveva avere una certa percentuale di sale su peso della carne per essere al sicuro (2.5%, io ne ho usato il 2.7%) ... questo si può capire semplicemente pesando il prodotto e una bilancia costa una sciocchezza (circa 10€) così come un semplice misuratore di ph per alimenti (45€). Sono strumenti che un tempo non si usavano ma sono strumenti semplici ed efficaci per rendersi conto di cosa sta succedendo e per essere certi di aver diminuito i rischi.
C'era anche un post recente di un utente che mangiava tutto il più naturale possibile (assolutamente giusto, lo faccio anch'io) ma che era spaventato dall'uso di soda caustica alimentare da parte dell'industria (che sarebbe come essere spaventati dal bicarbonato o dallo zucchero).
Il cibo ultraprocessato pieno di conservanti e coloranti non fa bene, ma non perché siano pericolosi i prodotti utilizzati dall'industria per conservazione/colorazione (almeno non in Europa e non nel 2026), ma piuttosto perché sono nutrizionalmente pessimi ma "conditi" (ad esempio con msg) per essere così appetibili da creare una sorta di dipendenza, rendendo facile esagerare con le quantità e portando a diminuire l'apporto di nutrienti necessari a favore di grassi e zuccheri in eccesso.
Inoltre cibi molto elaborati se fatti in casa sono difficilmente accessibile perché farli richiede molto tempo ed impegno, al contrario ad oggi viviamo in un mondo in cui si può esagerare con cibo pronto estremamente calorico senza alcuna difficoltà.
E ovviamente c'è anche la questione umana: saper creare qualcosa è divertente, arricchisce la vita, da soddisfazione.
Ma non bisogna aver timore dei prodotti industriali, semplicemente è preferibile (non per ragioni di sicurezza ma semplicemente perché è divertente, da più soddisfazione, ha più gusto farlo) farsi più cose possibile a livello casalingo.
E qui passerei al latte crudo e applicherei un ragionamento simile.
- Il latte crudo è dimostrato che è più rischioso del latte pastorizzato... questo è certo e non lo discuto.
Ma è altrettanto certo che la pastorizzazione peggiora la cagliata, ammazza anche batteri buoni che sono necessari all'acidificazione, peggiora il sapore.
Quindi io mi prendo il rischio di berlo crudo perché mi piace di più così (e dopo qualche giorno acidifica naturalmente il che è francamente più sicuro che un latte pastorizzato che dopo l'apertura della confezione si contamina, perché il latte almeno ha già una popolazione di batteri in competizione in cui in genere vince l'acidificazione rendendo di fatto il latte una specie di kefir/yogurt a seconda della temperatura a cui si fa sviluppare).
Non solo, per molti formaggi usare latte crudo è fondamentale, altrimenti il sapore che si sviluppa non è corretto (vedi parmigiano).
Alcuni formaggi non possono neanche venire senza latte almeno non omogeneizzato tipo le mozzarelle (l'omogenizzazione è il trattamento meccanico per cui i grassi vengono ridotti molto di dimensioni e non si separano più dalla parte acquosa... il latte non omogeneizzato tende a far salire la panna vicino al tappo).
La legge attuale è ragionevole: da la responsabilità al consumatore di bollire il latte crudo ma lascia libertà di non farlo. Sconsiglia inoltre fortemente e giustamente il consumo di latte crudo e derivati da parte di neonati, donne incinta e altri soggetti fragili. Non solo la legge attuale prevede controlli molto più rigidi per chi vende latte crudo rispetto a chi vende latte pastorizzato (per questo negli anni i venditori di latte crudo al dettaglio sono diminuiti moltissimo).
Gli estremisti del latte crudo diffondono falsità sul fatto che quest'ultimo sarebbe molto più sano e non vogliono alcun controllo.
Gli estremisti contrari al latte crudo vogliono vietarne la vendita al dettaglio che renderebbe la creazione di formaggi casalinghi fortemente limitata.
Entrambi a mio parere hanno torto... non bisogna né sottovalutare i rischi del latte crudo né trattarlo come se fosse peggio dell'alcol e del tabacco (che sono veleni eppure vengono commercializzati senza problemi... nota che mentre per l'alcol si possono trovare usi non rischiosi tipo brasati e altre cotture con evaporazione della maggior parte dell'alcol, il tabacco ha l'unico uso di droga).
E potrei continuare con carne e uova crude che in alcune preparazioni tradizionali si usano.
Da una parte c'è chi pensa che tutto debba essere pastorizzato (anche la maionese per dire in cui si usa aceto e quindi in cui l'acidità rende sicuro il prodotto), dall'altra c'è chi non adotta neanche un minimo di precauzioni (nel tiramisù in cui si usano solo i tuorli ricordiamolo, pastorizzarli è un passaggio semplifice e rapido con un semplicissimo termometro da cucina a sonda da 10€... ma vendono anche tuorli già pastorizzati quindi perché non fare questo semplicissimo passaggio o usare tuorli già pastorizzati?).
Questo post nasce insomma per abbassare la "febbre" da entrambi i lati.
Ci sono delle ragioni più che valide per "rischiare la vita" per poter gustare qualcosa di buono. E il rischio zero non esiste neanche a livello industriale.
Ci sono anche ragioni più che valide per adottare tutti i comportamenti ragionevoli e possibili per evitare problemi di salute.
Scientificamente parlando i medici e chi ha competenze scientifiche deve ovviamente diffondere informazioni vere e che salvaguardino al massimo la salute, ma ognuno poi dev'essere libero di prendersi i propri rischi. Allo stesso modo in cui bere anche solo un goccio di alcol è più pericoloso che non berlo ma nessuno vieta di farlo. Tutti hanno la facoltà di decidere se il gioco vale la candela con preparazioni casalinghe, latte, uova e carne crudi, e così via.
Evitiamo quindi di diffondere panico da botulino (che è comunque relativamente raro), evitiamo altrettanto di dire che non ci sono rischi quando ce ne sono.
Cerchiamo di fare informazione in maniera imparziale facendo decidere a chi ha il prodotto se consumare o meno sulla base della sensibilità individuale di ognuno suggerendo anche metodi per non buttar tutto (che buttar via il cibo è sempre un peccato in particolare se ci sono alternative come congelare e cuocere).