r/camicibianchi • • 20h ago

Medico in villaggio turistico in cambio di lavoro gratuito

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Come da titolo, prendendo spunto da un recente post, c'è qualche collega che ha fatto un'esperienza del genere, cioè barattare 2-3 ore di lavoro giornaliero in cambio di un soggiorno gratuito per se ed i propri familiari.

Ho visto che addirittura esiste un'agenzia che si occupa di questo settore.

Ne vale la pena? Esperienze? Vorrei ovviamente evitare delle sole gigantesce, tipo essere de facto reperibile 24/24 perché gli altri ospiti sanno che c'è un medico


r/camicibianchi • • 11h ago

Com'è la qualità di vita da specialista in ambito internistico(interna, cardio, gastro etc)?

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Mi scuso se riposto, ma mi sono accorto che è sparito il thread dopo poco; spero rispetti le regole.

Sto per cominciare la specializzazione in una branca internistica e, visto che in ambito universitario si è esposti solo al tipo di vita e attività di prof e strutturati universitari, mi chiedevo come fosse davvero l'attività di uno specialista medio.

So che anche questa dipende molto dalla branca e poi dall'ospedale e poi servizio in cui lavora(e poi anche in lp), ma orientativamente come funziona, soprattutto in branche con più servizi come gastro e cardio?

Immagino infatti che per interna il lavoro si svolga quotidiamente in reparto, con 38h settimanali, anche se spesso non rispettate per turni che si prolungano e così via.

In Endo, reumato etc mi aspetto una maggiore presenza di ambulatorio in ospedale oppure, lavorando da sumaista, una qol decisamente superiore vista l'assenza di notti e weekend.

Quindi mi incuriosisce sapere invece come funziona per gastro e cardio, che hanno una maggiore varietà di servizi(reparto, ambu, sale di vario tipo, utic, reperibilità per sanguinamenti, infarto etc).

L'idea che mi sono fatto è che per cardio è estremamente variabile a seconda del servizio ospedaliero che si svolge e del fatto che fatto che si abbia un ruolo più clinico o procedurale; inoltre c'è sicuramente grande spazio in ambulatorio(sumai o lp), quindi la qualità di vita è estremamente variabile.

Per gastro invece credo che sia più omogenea, nel senso che tutti coprono il servizio endoscopico che occupa una buona parte dell'attività se non c'è il reparto e che richiede sempre reperibilità per le emergenze(soprattutto sanguinamenti).

Mi chiedevo quindi come fosse per queste due spec la qualità di vita, considerando anche la questione di copertura notti, weekend e reperibilità. In particolare a volte sento che è peggiore di medicina interna che non ha spesso reperibilità, mentre in altri casi sento i turni, soprattutto in UO senza reparto, sono molto più

rispettati.

Grazie mille a chiunque contribuisca!


r/camicibianchi • • 6h ago

Discussione Paura pre-specializzazione

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Manca poco all’inizio della specializzazione, e dopo aver bramato questo posto per taaaaanti anni, ora che sto per iniziare sento quel senso di paura misto al “ma chi me l’ha fatto fare?”.

A novembre inizierò oftalmologia in un grande centro del Nord Italia. Sogno di entrare ad oftalmo da un sacco di tempo. Mi sono informato tanto sulla spec in questi anni e nel frattempo ho fatto diversi tirocini per capire se fosse la mia strada. La mia è stata quasi una scelta identitaria: mi sono da sempre visto come oculista, ancor prima di iniziare medicina.

Le mie preoccupazioni nascono dal fatto che entrando su Reddit leggo storie di tutti i colori su oftalmo. Gente che dice che per aprirsi uno studio servono 100k+ (e chi ce li ha?), baroni sparsi in tutta Italia, nessuno disposto ad insegnarti seriamente la chirurgia se non in un’unica università d’Italia (che ovviamente si chiude alla posizione 100). Tutte queste robe insieme fanno dubitare anche un ride or die come me.

Mi viene da pensare... “Ma chi me l’ha fatto fare? Mi mettevo a fare dermato e vivevo tranquillo”. Considerando che avevo il punteggio per scegliere tutto (non in tutte le sedi però).

Mi piacerebbe sentire l’opinione di qualche neo specialista in oftalmo, o specializzando prossimo alla laurea. La formazione specialistica è il post- sono così tremendi come fanno credere alcuni su Reddit?
Una buona dose di motivazione e passione per la materia è sufficiente per farsi andare bene i turni massacranti soprattutto del primo anno? Il percorso di formazione, per quanto difficile, vale la pena in previsione di un futuro lavorativo florido?

Immagino che ci troviamo in tanti in questa situazione. Personalmente mi sento anche un po’ in colpa con me stesso per non avere quel tipo di entusiasmo che mi ha accompagnato fino al giorno del test.


r/camicibianchi • • 12h ago

Per ospedalieri: come vengono gestite le vostre ore extra?

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Con il ccnl del 2024 (non credo che sia cambiato niente nell'ultimo ccnl approvato di recente) è stato stabilito che le ore "in più" rispetto alle canoniche 38h settimanali devono essere approvate per forza dal primario.
Io ho lavorato in 2 ospedali diversi con gestione diversa:
- nel primo ospedale, il primario fino a una certa soglia di extraorario mensile (circa 8-10 ore al mese) approvava tutto, in modo che queste ore extra andassero nel monte ore e uno potesse recuperarle quando più faceva comodo (per esempio, faccio 10 ore in più a settembre e così posso fare 10 ore in meno a ottobre). Poi a fine anno arrivava una sorta di "ghigliottina" che azzerava tutte le ore extra e si ricominciava da capo a gennaio.
- nel secondo ospedale, il primario non approva alcun extraorario, di conseguenza tutte le ore extra a fine mese vengono perse.

Io preferisco la gestione del primo ospedale, dove alla fine si lavora lo stesso numero di ore, ma c'è più flessibilità, perchè il pareggio dei conti è annuale invece che essere mensile. Con il metodo del secondo ospedale invece le ore devono essere pareggiate entro il mese, questo significa che se nel mese corrente ho già accumulato ore extra, anche se in reparto c'è del lavoro da fare, me ne devo andare per forza (oppure lavorare gratis), e questo crea ovviamente problemi.

Come è gestita la situazione nei vostri ospedali?


r/camicibianchi • • 13h ago

Voglio partecipare a un’autopsia a scopo didattico ma ho paura di sentirmi male

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Sono una studentessa del terzo anno di biotecnologie, e per la materia di medicina legale e tecniche forensi è prevista la possibilità di poter assistere a un’autopsia a scopi didattici. All’inizio, spinta dalla curiosità ero molto entusiasta di questa opportunità, anche se non è questo l’ambito in cui vorrei specializzarmi in futuro. Io non sono una persona che si impressiona facilmente: abituata ad analisi del sangue, non ho sicuramente paura di aghi, tagli o sangue. Riesco pure a vedere tranquillamente video di operazioni chirurgiche senza provare impressione, quindi diciamo che quando si tratta di persone vive ho uno stomaco forte ecco. Però dopo un po’ ho pensato che effettivamente io non ho idea di cosa succede durante un’autopsia, quindi ho pensato bene di vedere se riuscissi a trovare qualche video su internet anche solo di simulazioni. Purtroppo sono incappata in video veri (o comunque ESTREMAMENTE convincenti): finché si trattava dell’analisi della cavità toracica e addominale, quindi l’estrazione degli organi presenti, riuscivo abbastanza tranquillamente a guardare anche se con leggero sconforto. Poi però quando si è passati all’apertura del cranio ho dovuto interrompere il video: vedere il viso della persona con gli occhi spalancati e la bocca semichiusa mentre il medico apriva la calotta cranica con quello che sembrava un flex (so che non lo è ma non ricordo come si chiama lo strumento quindi prestatemi il nome) mi ha fatto quasi vomitare dall’impressione. Non riesco a cancellare quella faccia dalla mente e il modo in cui il professionista muoveva il cadavere ricordava molto un macellaio e questo non ha assolutamente aiutato. Ho paura che questo forte sconforto e disturbo che ho provato alla sola visione di un video possa essere amplificato all’ennesima potenza nel momento in cui mi trovo un cadavere vero davanti a me. Ho paura di sentirmi male, di rimanere troppo impressionata e non riuscire a non pensarci per giorni interi. Io non voglio fare il chirurgo, quello che voglio fare col mio futuro rientra più nei laboratori molecolari e nella formulazione di farmaci, per questo non mi sono iscritta a medicina. Quindi ora sono in conflitto perché l’esperienza mi interessa tantissimo proprio per una mia enorme curiosità e anche perché quando mi capiterà mai di poterlo rifare? ma allo stesso tempo vorrei avere il fegato di poterla affrontare senza troppi problemi.
Qualche consiglio? soprattutto magari da altri medici legali che ricordano ancora la propria primissima autopsia